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40 anni e non sentirli per Edgar Davids, ancora in campo in League Two in Inghilterra nel Barnet, squadra di un quartiere di Londra, svolgendo anche il ruolo di allenatore. Nell’intervista al quotidiano Daily Mail rivendica che non riceve alcun compenso per la doppia attività: “La prima volta che sono sceso in campo con Barnet ho provato la stessa sensazione di una partita di Champions League: gioia, pura e semplice gioia. Adoro giocare a calcio e continuerò a farlo fino a quando avrò lo stesso entusiasmo di oggi e poi forse farò l’allenatore o avrò un club tutto mio o magari potrei anche lasciare tutto e dedicarmi alla moda”.
Poiché gli piacerebbe capire se il suo futuro possa essere in panchina, ha voluto passare in carrellata i diversi tecnici con cui ha lavorato: “Alcuni degli allenatori che ho avuto in carriera sono stati buoni, altri meno, ma non voglio dire chi sia stato il migliore, perché ho cercato di imparare da tutti, pur mantenendo la mia identità, per non diventare il clone di nessuno. Van Gaal è stato uno dei migliori ed era incredibile per come preparava le partite; Lippi è stato molto, molto valido perché conosceva bene la squadra, sapeva come fare gruppo e ricavarne il massimo e Capello è stato un maestro di tattica, mi ha insegnato il 4-4-2 e come mettere pressione alla squadra”.
Tra tanti promossi, anche un rimandato e addirittura un bocciato:
“Rijkaard non è stato un buon allenatore, ma un ottimo manager quello sì, qualità che invece manca alla grande a Mancini, che non sa come gestire le persone. Ma non voglio dire niente di negativo su nessuno e non voglio parlare di Mancini”.