
cristiano doni- calcioitaliaweb.com
Tra i temi toccati da Presadiretta, il programma di Rai3 dedicato ieri sera al calcioscommesse in Italia ed Europa un capitolo interessante ha toccato l’Atalanta ed il suo ex capitano Cristiano Doni .
Sebbene non sia stata divulgata alcuna particolare novità rispetto a quanto già si conosce ed è agli atti della giustizia sportiva ed ordinaria, un capitolo interessante è stato quello un cui il giornalista inviato a Palma di Maiorca è riuscito a rintracciare ed interrogare Doni per capire come mai la società bergamasca, anche dopo che era scoppiato lo scandalo calcioscommesse, avesse continuato a pagare gli stipendi residui allo stesso calciatore.
Cremonese ed Ascoli, nelle medesime condizioni, si sono rifiutate di pagare lo stipendio dei propri calciatori finiti al centro dello scandalo e, in alcuni casi, le società stesse hanno vinto i ricorsi portati in tribunale dai giocatori. L’Atalanta questo non l’ha fatto, ha precisato il servizio.
Doni ha dribblato la domanda precisando: “Ora che sono qua e con le acque che in Italia si stanno calmando pensi davvero che verrei a dirti certe cose? Mi dispiace averti fatto fare il viaggio a vuoto ma mi sono rotto il c… di dire c…..e”
Il giornalista ha inoltre cercato di rintracciare Luca Percassi e il dg Pierpaolo Marino, incrociato all’ingresso della sede della Lega Calcio con scarsi risultati “Il contratto di Doni? Perché non chiedete all’avvocato dell’Atalanta?” la dichiarazione sibilline del dirigente campano.
La trasmissione ha comunque messo anche in luce quanto, numeri alla mano, abbia fruttato alla società bergamasca la promozione in serie A nel campionato passato: “I diritti tv sono passati da 2 a 17 milioni di euro, le entrate degli sponsor da 2 a 5 milioni di euro e gli incassi dello stadio da 900mila a 2,8 milioni di euro“.
Numeri che dovrebbero far riflettere. Anche i tifosi dell’Atalanta.